lunedì 25 novembre 2013

il giovane calciatore morto ad Abbadia S. Salvatore e la tutela sanitaria dell'attività sportiva

Le cronache di oggi, 25 novembre, sono costrette ad occuparsi di un altro drammatico caso di un giovane calciatore morto al termine di una partita del campionato provinciale giovanissimi organizzato dalla Federazione Gioco Calcio.
L'emozione fortissima (e lo sdegno!) che questa morte suscita, non può non farci interrogare sul perchè siano ancora possibili morti così "assurde" e se non si possano in qualche modo prevenire.

Segnalo, a questo proposito, l'intervista comparsa su Repubblica nella stessa pagina di cronaca che riporta la notizia della morte a Maurizio Casasco, presidente della Federazione medici sportivi.
Alla domanda del giornalista ("il defribillatore semiautomatico, il personale qualificato, gli esami clinici,fanno lievitare i costi di gestione. E per olte piccole società è un problema") Maurizio Casasco risponde:

"Abbiamo fatto tanto per introdurre questa norma, e ora c'è chi vuole alleggerirla.  E' francamente assurdo. Prendiamo l'attività preagonistica, che riguarda molti bambini: il decreto Balduzzi rende obbligatorio l'elettrocardiogramma, ma un gruppo di parlamentari ha inserito un emendamento, nel Decreto del Fare, con cui l'ha reso facoltatitvo. Adesso, per fortuna, dovrà essere il ministero, con l'Ordine dei medici e il Cosnlgio superiore di sanità, aprender una decisione defintiva.E tutta questa discussione  per un esame che costa pochi euro e può salvare vite. Poi parliamo di regole e di prevenzione ...".
Ebbene non posso non fare qualche commento: perchè Maurizio Casasco, che è un esperto della materia, confonde attività preagonistica e attività non agonistica della quale si era occupato il decreto Balduzzi e il decreto del fare? 
Maurizio Casasco dimentica che lo sport non è una "cosa" della quale si occupano soltanto i medici ma, lo si dice da tutte le parti, è un pezzo del welfare.
Il dubbio che la modifica al decreto del fare fosse stata fatta sotto una spinta corporativa è fondato: finalmente lo sport torna in mano ai medici!
Io, che non conto niente, non sono d'accordo!
Maurizio Casasco dimentica con non poca asprezza dimentica  vuole dimenticare che se  l'elttrocardiogramma per l'attività non agonistica deve essere fatto senza oneri per lo stato, allora è l'utente che lo paga e a chi? ai centri privati,
Sarà pure un esame che costa pochi euro, come dice Maurizio Casasco, ma pochi euro (pochi quanti?) moltiplicati per centinaia di migliaia di praticanti, quanto fa? quanto incasserebbero i centri privati?   
Lo sport è un fenomeno complesso, all'incrocio di tante situazioni diverse, forse sarebbe necessario metterle tutte insieme e non continuare a pretendere anacronistiche riserve di potere.

certificazione sanitaria dell'attività sanitaria: la confusione regna sovrana!

Lo sport e chi lo pratica e lo organizza merita un'attenzione maggiore!
Questo viene da pensare leggendo le norme che si sono succedute in questi ultimi sei mesi sul tema della certificazioien sanitaria dell'attività sportiva.
Proviamo a fare il riassunto.
Il decreto Balduzzi (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 20 luglio 2013) nell'ambito di linee guida anche molto interessanti sulla tutela sanitaria dell'attività sportiva e motoria, facendo una distinzione tra attività amatoriale ed attività non agonistica, introduce per quest'ultima l'obbligo dell'elettrocardiogramma.
"Il decreto del Fare" (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 20 agosto 2013) elimina tutta la parte riguardante l'attività amatoriale e, per le attività non agonistiche, elimina l'obbligo dell'elettrocardiogramma e lo affida alla valutazione del medico certificatore.
E' una scelta commentata con grande favore daglui Enti di Promozione Sportiva ma che lasciava aperte una serie diq uestioni, prima fra tutte quella della tutela sanitaria dell'attività amatoriale.
Adesso il "decreto sulla razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni" (pubblicato sulla Gazzetta Uffizìciale il 30 ottobre) reintroduce l'elettrocardiogramma!
Nel giro di tre mesi ben tre disposizioni tra loro contrastanti!!!!
Guardiamo più da vicino questa norma (Decreto legge n. 101/2013 convirtertito con la legge n. 125/2013) che è un bel po' complicata per i continui rinvii ma che sostanzialmente riabroga il comma 2 dell'art. 42 bis del decreto del fare (quello che aveva abolito l'elettrocardiogramma) e stabilisce:
" I certificati per l'attività sportiva non agonistica  sono rilasciati dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, relativamente ai propri assistiti, o dal medico specialista in medicina dello sport ovvero dai medici della Federazione medico-sportiva italiana del Comitato olimpico iutaliano. Ai fini del rilascio di tali certificati, i predetti medici si avvalgono dell'esame clinico e degli accertamenti, incluso l'elettrocardiogramma, secondo linee guida approvate con decreto del Minstro della salute, su proposta della Federazione nazionale degli ordini dei medici-chirurghi e degli odontoiatri, sentito il Consiglio superiore della salute. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggori oneri a carico della finanza pubblica".
Ed allora?
Che bisogna c'era di intervenire a stagione avviata? e che c'entra con la razionalizzaziopne delle pubbliche amministrazione? solo per tutelare la Federazione medici sportivi che era stata esclusa in precedenza? 
Ma insomma, che bisogna fare?
Che cosa risponde al magistrato il gestore di un impianto o il presidente di una società?
La Regione Lazio che ha competenza suq uesta materia che dice?
Lo sport è una cosa seria e merita maggiore attenzione!!!!

 





L'assemblea delle società sportive del 24 novembre. E' solo un inizio?



Domenica 24 novembre nella palestra di via Sannio si è tenuto un’assemblea cittadina delle associazioni sportive dal promettente titolo “SPORT BENE COMUNE”:
In realtà non sono state molte le associazioni sportive che hanno raccolto l’appello della Castello e della Cinecittà Pro Sport e dei loro appassionati presidenti ma gli argomenti trattati sono stati davvero tanti e interessanti.
Si è rivisto Enzo Foschi “un tempo” politico molto attento ai tempi dello sport ed ora impegnato nella segreteria del Sindaco, si è fatta la conoscenza con Juri Stara, il più stretto collaboratore dell’Assessore Pancalli e c‘era anche Riccardo Viola, presidente del CONI Lazio.
Gli interventi hanno toccati i tanti temi che coinvolgono le società sportive ma si è avuta un po’ l’impressione che siano stati trattati in modo un po’ troppo generico ed esponendo tante buone intenzioni e molti “faremo” …
Ancora una volta, pur invocata, assente la Regione.
Sollecitato dagli interventi di Enzo Foschi e Jura Stara sul tema delle fideiussioni, sono intervenuto cercando di argomentare perché, soprattutto in questo momento, l’ente pubblico non può sottrarsi al suo ruolo.
L’abuso che si è fatto delle fideiussioni comunali con i Punti Verdi (abuso che ha riguardato casi specifici che debbono esser denunciati e combattuti ma non generalizzati) non può far dimenticare che se una società sportiva vuol costruire un proprio impianto il più grande ostacolo che si trova davanti è quello del ricorso al credito: non è tanto restituire il finanziamento quanto ottenerlo perché non è in grado di prestare le garanzie che il sistema bancario italiano continua a chiedere.
Ed allora compito dell’ente pubblico è quello di dare le garanzie (anche solo parziali) dopo aver verificato l’adeguatezza del piano di gestione e, cosa che è mancata per i Punti Verdi;  monitorarlo costantemente.
Solo così si può ipotizzare che qualche associazione si arrischi (perché oggi come oggi è un rischio) a costruire un impianto sportivo.
Poi si apre la discussione sul dove e per quale attività, ma questo è un altro discorso ….

lunedì 11 novembre 2013

Sport e scuola

Il disegno di legge Carozza è stato approvato senza modifiche dal Senato ed è diventato legge.
A questo punto le perplessità sollevate dopo l'approvazione alla Camera possono diventare qualcosa di più: non è condivisibile l'inserimento della norma all'interno del macro obbiettivo della prevenzione dei fenomeni di dispersione scolastica.
E' ancora una volta la logica dello sport che leva i ragazzi dalla strada!
Le risorse destinate a questo timido tentativo non sono risorse aggiuntive ma sono risorse già destinate allo sport.

Lo sport merita di più anche, se non soprattutto, in un momento di difficoltà economiche come questo !
 

sabato 2 novembre 2013

La legge sugli stadi

Il 24 settembre di quest'anno è stato depositato un disegno di legge che ha come primi firmatari i deputati PD Nardella e Fossati che contiene "Disposizioni per favorire la costruzione e la ristrutturazione di impianti e complessi sportivi multifunzionali"
Il disegno di legge ha preso il n. 1617 e con questo numero può essere scaricato dal sito della Camera dei Deputati.
Il testo merita un'analisi approfondita  nel suo articolato, in vero piuttosto breve: in tutto 7 articoli.
Per il momento mi limito a segnalare quanto scritto nella relazione introduttiva:

"Non definiamo (questo disegno di legge), sbrigatiuvamente, "legge stadi". Non abbiamo messo a punto questa normativa pensando solo agli stadi e quinbdi al calcio e alla sua filiera di lettimi interessi. Abbiamo elaborato questo testo pensando a tutto il mondo dello sport e quindi di sport meno praticati rispetto al calcio le cui strutture soffrono spesso maggiori difficoltà in termini di sosteniboklità e di gestione".

Una premessa molto promettente ma che, ad un primo e superficiale esame, non mi pare trovare rispondenza nei contenuti della legge ma, ripeto, mi riprometto di ritornarci per un esame approfondito 
 


venerdì 1 novembre 2013

Chi l'ha detto? risposta

L'autore dell'affermazione che gli italiani piuttosto che lo sport amano lo scopone è Antonio Gramsci, nella cronaca torinese dell'Avanti! del 26 agosto 1918.
Sì, proprio 26 agosto 1918!

Le scelte x cambiare Roma (3) - Le palestre scolastiche

Continuando ad esaminare il documento del Gruppo Capitolino del Pd è interessante quanto si dice a proposito delle palestre scolastiche:

"In molti casi le palestre di pertinenza degli Istituti sono sottoutilizzate, in particolar modo durante le ore pomeridiane e serali e allora, seguendo l'esempio di chi già è riuscito a tenete attive tali strutture grazie ad Associazioni Sportive, dobbianmo far sì, anche con accordi con lo Stato e la Regione Lazio, che le palestre esistenti nell'ambito degli istituti scolastici diventino luoghi per la pratica sportiva dei ragazzi, della terza età e di quella fascia di popolazione che non può rivolgere la propria domanda di sport a strutture private".

E' un testo un po' superficiale ed anche estremamente generico che mostra di non conoscere la realtà romana, di tante associazioni sportive che cercano spazi dove fare attività (altro che sottoutilizzazione!), del ruolo dei Municipi (che gestiscono i bandi per l'assegnazione), dei regolamenti vigenti e della elaborazione in atto per migliorarli.
Ma quello che più sconcerta è il ruolo che il gruppo PD assegna alle palestre di proprietà pubblica: luoghi per i poveri e gli sfigati che non hanno la possibilità economica di frequentare le strutture private.
La realtà e la storia dei Centri Sportivi Municipali è ben diversa ed è piena di esempi di associazioni sportive orgogliose di essere migliori delle strutture private!
Lo sport merita qualcosa di meglio...

Sport e scuola

Il 31 ottobre la Camera dei Deputati ha convertito in legge il decreto legge Carrozza che contiene misure urgenti sulla scuola e sull'università.
Interessante è il contenuto dell'art. 7 che ha per titotlo "Aperture delle scuole e prevenzione della dispersione scolastica".

"Al fine di prevenire i fenomeni di dispersione scolastica si promuove la pratica sportiva nel tessuto sociale, quale fattore di benessere individuale, coesione e sviluppo culturale ed economico, e si provvede alla possibilità di inserire nel piano dell’offerta formativa extracurricolare l’attività motoria. Tali attività sono finalizzate all’acquisizione delle competenze motorie e di stili di vita attivi, nel rispetto delle indicazioni ministeriali per il curricolo. Ai maggiori oneri derivanti dall’attuazione del presente comma si provvede mediante utilizzo di quota parte delle risorse destinate al progetto di alfabetizzazione motoria promosso dal Comitato olimpico nazionale italiano e dal Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca" 

Certo è un passo avanti in un paese, come il nostro, che non riconosce alcuna dignità allo sport se non a quello visto in televisione e commentato al bar ... ma tanto ancora c'è da fare.
Importante e da salutare come una coraggiosa innovazione proposta da chi ha particato e pratica sport è la definzione di sport "quale fattore di benessere individuale, coesione e sviluppo culturale ed economico" 
Tuttavia l'inserimento della norma all'interno del macro obbiettivo della prevenzione dei fenomeni di dispersione scolastica (forse necessario per motivi di ingegneria parlamentare) suscita più di qualche dubbio.
E' ancora una volta la logica dello sport che leva i ragazzi dalla strada? 
L'inserimento tra le attività nel piano dell'offerta formativa è fatto con grande cautela ("si provvede alla possibilità") e a spese di risorse già destinate allo sport nella scuola.
Sarebbe deludente se tutto si riducesse a un trasfermento di risorse da un capitolo all'altro

Molto c'è da fare!
In ogni caso prima di un giudizio definitivo attendiamo l'approvazione definitva da parte del Senato.