Le cronache di oggi, 25 novembre, sono costrette ad occuparsi di un altro drammatico caso di un giovane calciatore morto al termine di una partita del campionato provinciale giovanissimi organizzato dalla Federazione Gioco Calcio.
L'emozione fortissima (e lo sdegno!) che questa morte suscita, non può non farci interrogare sul perchè siano ancora possibili morti così "assurde" e se non si possano in qualche modo prevenire.
Segnalo, a questo proposito, l'intervista comparsa su Repubblica nella stessa pagina di cronaca che riporta la notizia della morte a Maurizio Casasco, presidente della Federazione medici sportivi.
Alla domanda del giornalista ("il defribillatore semiautomatico, il personale qualificato, gli esami clinici,fanno lievitare i costi di gestione. E per olte piccole società è un problema") Maurizio Casasco risponde:
"Abbiamo fatto tanto per introdurre questa norma, e ora c'è chi vuole alleggerirla. E' francamente assurdo. Prendiamo l'attività preagonistica, che riguarda molti bambini: il decreto Balduzzi rende obbligatorio l'elettrocardiogramma, ma un gruppo di parlamentari ha inserito un emendamento, nel Decreto del Fare, con cui l'ha reso facoltatitvo. Adesso, per fortuna, dovrà essere il ministero, con l'Ordine dei medici e il Cosnlgio superiore di sanità, aprender una decisione defintiva.E tutta questa discussione per un esame che costa pochi euro e può salvare vite. Poi parliamo di regole e di prevenzione ...".
Ebbene non posso non fare qualche commento: perchè Maurizio Casasco, che è un esperto della materia, confonde attività preagonistica e attività non agonistica della quale si era occupato il decreto Balduzzi e il decreto del fare?
Maurizio Casasco dimentica che lo sport non è una "cosa" della quale si occupano soltanto i medici ma, lo si dice da tutte le parti, è un pezzo del welfare.
Il dubbio che la modifica al decreto del fare fosse stata fatta sotto una spinta corporativa è fondato: finalmente lo sport torna in mano ai medici!
Io, che non conto niente, non sono d'accordo!
Maurizio Casasco dimentica con non poca asprezza dimentica vuole dimenticare che se l'elttrocardiogramma per l'attività non agonistica deve essere fatto senza oneri per lo stato, allora è l'utente che lo paga e a chi? ai centri privati,
Sarà pure un esame che costa pochi euro, come dice Maurizio Casasco, ma pochi euro (pochi quanti?) moltiplicati per centinaia di migliaia di praticanti, quanto fa? quanto incasserebbero i centri privati?
Lo sport è un fenomeno complesso, all'incrocio di tante situazioni diverse, forse sarebbe necessario metterle tutte insieme e non continuare a pretendere anacronistiche riserve di potere.
lunedì 25 novembre 2013
certificazione sanitaria dell'attività sanitaria: la confusione regna sovrana!
Lo sport e chi lo pratica e lo organizza merita un'attenzione maggiore!
Questo viene da pensare leggendo le norme che si sono succedute in questi ultimi sei mesi sul tema della certificazioien sanitaria dell'attività sportiva.
Proviamo a fare il riassunto.
Il decreto Balduzzi (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 20 luglio 2013) nell'ambito di linee guida anche molto interessanti sulla tutela sanitaria dell'attività sportiva e motoria, facendo una distinzione tra attività amatoriale ed attività non agonistica, introduce per quest'ultima l'obbligo dell'elettrocardiogramma.
"Il decreto del Fare" (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 20 agosto 2013) elimina tutta la parte riguardante l'attività amatoriale e, per le attività non agonistiche, elimina l'obbligo dell'elettrocardiogramma e lo affida alla valutazione del medico certificatore.
E' una scelta commentata con grande favore daglui Enti di Promozione Sportiva ma che lasciava aperte una serie diq uestioni, prima fra tutte quella della tutela sanitaria dell'attività amatoriale.
Adesso il "decreto sulla razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni" (pubblicato sulla Gazzetta Uffizìciale il 30 ottobre) reintroduce l'elettrocardiogramma!
Nel giro di tre mesi ben tre disposizioni tra loro contrastanti!!!!
Guardiamo più da vicino questa norma (Decreto legge n. 101/2013 convirtertito con la legge n. 125/2013) che è un bel po' complicata per i continui rinvii ma che sostanzialmente riabroga il comma 2 dell'art. 42 bis del decreto del fare (quello che aveva abolito l'elettrocardiogramma) e stabilisce:
Questo viene da pensare leggendo le norme che si sono succedute in questi ultimi sei mesi sul tema della certificazioien sanitaria dell'attività sportiva.
Proviamo a fare il riassunto.
Il decreto Balduzzi (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 20 luglio 2013) nell'ambito di linee guida anche molto interessanti sulla tutela sanitaria dell'attività sportiva e motoria, facendo una distinzione tra attività amatoriale ed attività non agonistica, introduce per quest'ultima l'obbligo dell'elettrocardiogramma.
"Il decreto del Fare" (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 20 agosto 2013) elimina tutta la parte riguardante l'attività amatoriale e, per le attività non agonistiche, elimina l'obbligo dell'elettrocardiogramma e lo affida alla valutazione del medico certificatore.
E' una scelta commentata con grande favore daglui Enti di Promozione Sportiva ma che lasciava aperte una serie diq uestioni, prima fra tutte quella della tutela sanitaria dell'attività amatoriale.
Adesso il "decreto sulla razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni" (pubblicato sulla Gazzetta Uffizìciale il 30 ottobre) reintroduce l'elettrocardiogramma!
Nel giro di tre mesi ben tre disposizioni tra loro contrastanti!!!!
Guardiamo più da vicino questa norma (Decreto legge n. 101/2013 convirtertito con la legge n. 125/2013) che è un bel po' complicata per i continui rinvii ma che sostanzialmente riabroga il comma 2 dell'art. 42 bis del decreto del fare (quello che aveva abolito l'elettrocardiogramma) e stabilisce:
" I certificati per l'attività sportiva non agonistica sono rilasciati dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, relativamente ai propri assistiti, o dal medico specialista in medicina dello sport ovvero dai medici della Federazione medico-sportiva italiana del Comitato olimpico iutaliano. Ai fini del rilascio di tali certificati, i predetti medici si avvalgono dell'esame clinico e degli accertamenti, incluso l'elettrocardiogramma, secondo linee guida approvate con decreto del Minstro della salute, su proposta della Federazione nazionale degli ordini dei medici-chirurghi e degli odontoiatri, sentito il Consiglio superiore della salute. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggori oneri a carico della finanza pubblica".
Ed allora?
Che bisogna c'era di intervenire a stagione avviata? e che c'entra con la razionalizzaziopne delle pubbliche amministrazione? solo per tutelare la Federazione medici sportivi che era stata esclusa in precedenza?
Ma insomma, che bisogna fare?
Che cosa risponde al magistrato il gestore di un impianto o il presidente di una società?
La Regione Lazio che ha competenza suq uesta materia che dice?
Lo sport è una cosa seria e merita maggiore attenzione!!!!
L'assemblea delle società sportive del 24 novembre. E' solo un inizio?
Domenica 24 novembre nella
palestra di via Sannio si è tenuto un’assemblea cittadina delle associazioni
sportive dal promettente titolo “SPORT BENE COMUNE”:
In realtà non sono state
molte le associazioni sportive che hanno raccolto l’appello della Castello e
della Cinecittà Pro Sport e dei loro appassionati presidenti ma gli argomenti
trattati sono stati davvero tanti e interessanti.
Si è rivisto Enzo Foschi “un tempo” politico molto attento ai
tempi dello sport ed ora impegnato nella segreteria del Sindaco, si è fatta la
conoscenza con Juri Stara, il più stretto collaboratore dell’Assessore Pancalli
e c‘era anche Riccardo Viola, presidente del CONI Lazio.
Gli interventi hanno toccati i
tanti temi che coinvolgono le società sportive ma si è avuta un po’ l’impressione
che siano stati trattati in modo un po’ troppo generico ed esponendo tante
buone intenzioni e molti “faremo” …
Ancora una volta, pur
invocata, assente la Regione.
Sollecitato dagli interventi
di Enzo Foschi e Jura Stara sul tema delle fideiussioni, sono intervenuto cercando
di argomentare perché, soprattutto in questo momento, l’ente pubblico non può
sottrarsi al suo ruolo.
L’abuso che si è fatto delle
fideiussioni comunali con i Punti Verdi (abuso che ha riguardato casi specifici
che debbono esser denunciati e combattuti ma non generalizzati) non può far
dimenticare che se una società sportiva vuol costruire un proprio impianto il
più grande ostacolo che si trova davanti è quello del ricorso al credito: non è
tanto restituire il finanziamento quanto ottenerlo perché non è in grado di
prestare le garanzie che il sistema bancario italiano continua a chiedere.
Ed allora compito dell’ente
pubblico è quello di dare le garanzie (anche solo parziali) dopo aver verificato
l’adeguatezza del piano di gestione e, cosa che è mancata per i Punti Verdi; monitorarlo costantemente.
Solo così si può ipotizzare
che qualche associazione si arrischi (perché oggi come oggi è un rischio) a
costruire un impianto sportivo.
Poi si apre la discussione
sul dove e per quale attività, ma questo è un altro discorso ….
lunedì 11 novembre 2013
Sport e scuola
Il disegno di legge Carozza è stato approvato senza modifiche dal Senato ed è diventato legge.
A questo punto le perplessità sollevate dopo l'approvazione alla Camera possono diventare qualcosa di più: non è condivisibile l'inserimento della norma all'interno del macro obbiettivo della prevenzione dei fenomeni di dispersione scolastica.
E' ancora una volta la logica dello sport che leva i ragazzi dalla strada!
Le risorse destinate a questo timido tentativo non sono risorse aggiuntive ma sono risorse già destinate allo sport.
Lo sport merita di più anche, se non soprattutto, in un momento di difficoltà economiche come questo !
A questo punto le perplessità sollevate dopo l'approvazione alla Camera possono diventare qualcosa di più: non è condivisibile l'inserimento della norma all'interno del macro obbiettivo della prevenzione dei fenomeni di dispersione scolastica.
E' ancora una volta la logica dello sport che leva i ragazzi dalla strada!
Le risorse destinate a questo timido tentativo non sono risorse aggiuntive ma sono risorse già destinate allo sport.
Lo sport merita di più anche, se non soprattutto, in un momento di difficoltà economiche come questo !
sabato 2 novembre 2013
La legge sugli stadi
Il 24 settembre di quest'anno è stato depositato un disegno di legge che ha come primi firmatari i deputati PD Nardella e Fossati che contiene "Disposizioni per favorire la costruzione e la ristrutturazione di impianti e complessi sportivi multifunzionali"
Il disegno di legge ha preso il n. 1617 e con questo numero può essere scaricato dal sito della Camera dei Deputati.
Il testo merita un'analisi approfondita nel suo articolato, in vero piuttosto breve: in tutto 7 articoli.
Per il momento mi limito a segnalare quanto scritto nella relazione introduttiva:
"Non definiamo (questo disegno di legge), sbrigatiuvamente, "legge stadi". Non abbiamo messo a punto questa normativa pensando solo agli stadi e quinbdi al calcio e alla sua filiera di lettimi interessi. Abbiamo elaborato questo testo pensando a tutto il mondo dello sport e quindi di sport meno praticati rispetto al calcio le cui strutture soffrono spesso maggiori difficoltà in termini di sosteniboklità e di gestione".
Una premessa molto promettente ma che, ad un primo e superficiale esame, non mi pare trovare rispondenza nei contenuti della legge ma, ripeto, mi riprometto di ritornarci per un esame approfondito
Il disegno di legge ha preso il n. 1617 e con questo numero può essere scaricato dal sito della Camera dei Deputati.
Il testo merita un'analisi approfondita nel suo articolato, in vero piuttosto breve: in tutto 7 articoli.
Per il momento mi limito a segnalare quanto scritto nella relazione introduttiva:
"Non definiamo (questo disegno di legge), sbrigatiuvamente, "legge stadi". Non abbiamo messo a punto questa normativa pensando solo agli stadi e quinbdi al calcio e alla sua filiera di lettimi interessi. Abbiamo elaborato questo testo pensando a tutto il mondo dello sport e quindi di sport meno praticati rispetto al calcio le cui strutture soffrono spesso maggiori difficoltà in termini di sosteniboklità e di gestione".
Una premessa molto promettente ma che, ad un primo e superficiale esame, non mi pare trovare rispondenza nei contenuti della legge ma, ripeto, mi riprometto di ritornarci per un esame approfondito
venerdì 1 novembre 2013
Chi l'ha detto? risposta
L'autore dell'affermazione che gli italiani piuttosto che lo sport amano lo scopone è Antonio Gramsci, nella cronaca torinese dell'Avanti! del 26 agosto 1918.
Sì, proprio 26 agosto 1918!
Sì, proprio 26 agosto 1918!
Le scelte x cambiare Roma (3) - Le palestre scolastiche
Continuando ad esaminare il documento del Gruppo Capitolino del Pd è interessante quanto si dice a proposito delle palestre scolastiche:
"In molti casi le palestre di pertinenza degli Istituti sono sottoutilizzate, in particolar modo durante le ore pomeridiane e serali e allora, seguendo l'esempio di chi già è riuscito a tenete attive tali strutture grazie ad Associazioni Sportive, dobbianmo far sì, anche con accordi con lo Stato e la Regione Lazio, che le palestre esistenti nell'ambito degli istituti scolastici diventino luoghi per la pratica sportiva dei ragazzi, della terza età e di quella fascia di popolazione che non può rivolgere la propria domanda di sport a strutture private".
E' un testo un po' superficiale ed anche estremamente generico che mostra di non conoscere la realtà romana, di tante associazioni sportive che cercano spazi dove fare attività (altro che sottoutilizzazione!), del ruolo dei Municipi (che gestiscono i bandi per l'assegnazione), dei regolamenti vigenti e della elaborazione in atto per migliorarli.
Ma quello che più sconcerta è il ruolo che il gruppo PD assegna alle palestre di proprietà pubblica: luoghi per i poveri e gli sfigati che non hanno la possibilità economica di frequentare le strutture private.
La realtà e la storia dei Centri Sportivi Municipali è ben diversa ed è piena di esempi di associazioni sportive orgogliose di essere migliori delle strutture private!
Lo sport merita qualcosa di meglio...
"In molti casi le palestre di pertinenza degli Istituti sono sottoutilizzate, in particolar modo durante le ore pomeridiane e serali e allora, seguendo l'esempio di chi già è riuscito a tenete attive tali strutture grazie ad Associazioni Sportive, dobbianmo far sì, anche con accordi con lo Stato e la Regione Lazio, che le palestre esistenti nell'ambito degli istituti scolastici diventino luoghi per la pratica sportiva dei ragazzi, della terza età e di quella fascia di popolazione che non può rivolgere la propria domanda di sport a strutture private".
E' un testo un po' superficiale ed anche estremamente generico che mostra di non conoscere la realtà romana, di tante associazioni sportive che cercano spazi dove fare attività (altro che sottoutilizzazione!), del ruolo dei Municipi (che gestiscono i bandi per l'assegnazione), dei regolamenti vigenti e della elaborazione in atto per migliorarli.
Ma quello che più sconcerta è il ruolo che il gruppo PD assegna alle palestre di proprietà pubblica: luoghi per i poveri e gli sfigati che non hanno la possibilità economica di frequentare le strutture private.
La realtà e la storia dei Centri Sportivi Municipali è ben diversa ed è piena di esempi di associazioni sportive orgogliose di essere migliori delle strutture private!
Lo sport merita qualcosa di meglio...
Sport e scuola
Il 31 ottobre la Camera dei Deputati ha convertito in legge il decreto legge Carrozza che contiene misure urgenti sulla scuola e sull'università.
Interessante è il contenuto dell'art. 7 che ha per titotlo "Aperture delle scuole e prevenzione della dispersione scolastica".
"Al fine di prevenire i fenomeni di dispersione scolastica si promuove la pratica sportiva nel tessuto sociale, quale fattore di benessere individuale, coesione e sviluppo culturale ed economico, e si provvede alla possibilità di inserire nel piano dell’offerta formativa extracurricolare l’attività motoria. Tali attività sono finalizzate all’acquisizione delle competenze motorie e di stili di vita attivi, nel rispetto delle indicazioni ministeriali per il curricolo. Ai maggiori oneri derivanti dall’attuazione del presente comma si provvede mediante utilizzo di quota parte delle risorse destinate al progetto di alfabetizzazione motoria promosso dal Comitato olimpico nazionale italiano e dal Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca"
Certo è un passo avanti in un paese, come il nostro, che non riconosce alcuna dignità allo sport se non a quello visto in televisione e commentato al bar ... ma tanto ancora c'è da fare.
Importante e da salutare come una coraggiosa innovazione proposta da chi ha particato e pratica sport è la definzione di sport "quale fattore di benessere individuale, coesione e sviluppo culturale ed economico"
Tuttavia l'inserimento della norma all'interno del macro obbiettivo della prevenzione dei fenomeni di dispersione scolastica (forse necessario per motivi di ingegneria parlamentare) suscita più di qualche dubbio.
E' ancora una volta la logica dello sport che leva i ragazzi dalla strada?
L'inserimento tra le attività nel piano dell'offerta formativa è fatto con grande cautela ("si provvede alla possibilità") e a spese di risorse già destinate allo sport nella scuola.
Sarebbe deludente se tutto si riducesse a un trasfermento di risorse da un capitolo all'altro
Molto c'è da fare!
In ogni caso prima di un giudizio definitivo attendiamo l'approvazione definitva da parte del Senato.
Interessante è il contenuto dell'art. 7 che ha per titotlo "Aperture delle scuole e prevenzione della dispersione scolastica".
"Al fine di prevenire i fenomeni di dispersione scolastica si promuove la pratica sportiva nel tessuto sociale, quale fattore di benessere individuale, coesione e sviluppo culturale ed economico, e si provvede alla possibilità di inserire nel piano dell’offerta formativa extracurricolare l’attività motoria. Tali attività sono finalizzate all’acquisizione delle competenze motorie e di stili di vita attivi, nel rispetto delle indicazioni ministeriali per il curricolo. Ai maggiori oneri derivanti dall’attuazione del presente comma si provvede mediante utilizzo di quota parte delle risorse destinate al progetto di alfabetizzazione motoria promosso dal Comitato olimpico nazionale italiano e dal Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca"
Certo è un passo avanti in un paese, come il nostro, che non riconosce alcuna dignità allo sport se non a quello visto in televisione e commentato al bar ... ma tanto ancora c'è da fare.
Importante e da salutare come una coraggiosa innovazione proposta da chi ha particato e pratica sport è la definzione di sport "quale fattore di benessere individuale, coesione e sviluppo culturale ed economico"
Tuttavia l'inserimento della norma all'interno del macro obbiettivo della prevenzione dei fenomeni di dispersione scolastica (forse necessario per motivi di ingegneria parlamentare) suscita più di qualche dubbio.
E' ancora una volta la logica dello sport che leva i ragazzi dalla strada?
L'inserimento tra le attività nel piano dell'offerta formativa è fatto con grande cautela ("si provvede alla possibilità") e a spese di risorse già destinate allo sport nella scuola.
Sarebbe deludente se tutto si riducesse a un trasfermento di risorse da un capitolo all'altro
Molto c'è da fare!
In ogni caso prima di un giudizio definitivo attendiamo l'approvazione definitva da parte del Senato.
martedì 29 ottobre 2013
Il compito della politica a Roma
Lo scorso 24 ottobre il Sindaco Marino ha inviato a molti romani una e mail dal significativo titolo "Che cosa stiamo facendo per Roma".
E' un apprezzabile tentativo di far conoscere alla città direttamente dal Sindaco i traguardi raggiunti, i risultati ottenuti, le difficoltà incontrate.
C'è tanto bisogno di una comunicazione più efficace possibile tra cittadini e l' amministrazione cittadina e ciò soprattutto se si ricordano i dati delle amminstrative 2013.
Il 26 e 27 maggio votarono 1.245.651 persone su 2.359.119 aventi diritto al voto e cioè il 52,80%
1.113.468 persone scelsero di non esercitare il loro diritto di indicare il sindaco mostrando così un disinteresse e un distacco dalla politica davvero preoccupanti!
I voti validi furono ancora meno: 1.203.335.
Alla fine fine per Marino votarono 512.720 persone pari al 42,61%.
Se rapportimao questi voti al totale degli aventi diritto al voto, viene fuori che il Sindaco è stato eletto dal 21,7% dei romani!
Questo non significa, come vorrebbe qualcuno, che Ignazio Marino non possa parlare anome di tutta la cittnifica che il primo e più importante obbiettivo della Giunta Marno e dei partiti che la sostengono deve essere quello di riavvicinare le persone, tutte le persone alla politica, alla passione per la propria città.
Per far questo è necessario prima di tutto che i bisogni delle persone abbiano possiblità di esprimersi davvero e che le scelte (trasparenti) tengano conto dei bisogni delle persone, di tutte le persone.
E' un apprezzabile tentativo di far conoscere alla città direttamente dal Sindaco i traguardi raggiunti, i risultati ottenuti, le difficoltà incontrate.
C'è tanto bisogno di una comunicazione più efficace possibile tra cittadini e l' amministrazione cittadina e ciò soprattutto se si ricordano i dati delle amminstrative 2013.
Il 26 e 27 maggio votarono 1.245.651 persone su 2.359.119 aventi diritto al voto e cioè il 52,80%
1.113.468 persone scelsero di non esercitare il loro diritto di indicare il sindaco mostrando così un disinteresse e un distacco dalla politica davvero preoccupanti!
I voti validi furono ancora meno: 1.203.335.
Alla fine fine per Marino votarono 512.720 persone pari al 42,61%.
Se rapportimao questi voti al totale degli aventi diritto al voto, viene fuori che il Sindaco è stato eletto dal 21,7% dei romani!
Questo non significa, come vorrebbe qualcuno, che Ignazio Marino non possa parlare anome di tutta la cittnifica che il primo e più importante obbiettivo della Giunta Marno e dei partiti che la sostengono deve essere quello di riavvicinare le persone, tutte le persone alla politica, alla passione per la propria città.
Per far questo è necessario prima di tutto che i bisogni delle persone abbiano possiblità di esprimersi davvero e che le scelte (trasparenti) tengano conto dei bisogni delle persone, di tutte le persone.
domenica 27 ottobre 2013
Ma che cosa intendete fare a Roma?
"Ma che cosa intendete fare a Roma? Questo ci inquieta tutti; a Roma non si sta senza avere dei propositi cosmopoliti!"
Questa domanda in vero un po' concitata la fece nel 1871 (!) Theodor Mommsen, il grande studioso di storia romana del secolo XIX, a Quintino Sella, ministro delle Finanze impegnato nel risanamento del bilancio nazionale.
Lo storico non si arrende alle argomentazioni che si può supporre gli abbia fatto il Ministro sulle ristrettezze del bilancio, sulla necessità di raggiungere il pareggio di bilancio, sul rigore nelle spese.
Pare di sentire le parole di qualche politico di oggi!
Eppure Mommsen risponde spostando la questione su tutto un altro piano: a Roma non si sta senza avere dei propositi cosmopoliti!
Questo vale anche per lo sport: c'è bisogno di affrontare e risolvere i tanti problemi della quotidianeità ma anche di avere una visione di insieme proiettata nel futuro perché lo sport influisce e può influire sempre di più sulla qualità della vita delle persone, di tutte le persone, nessuna esclusa
Questa domanda in vero un po' concitata la fece nel 1871 (!) Theodor Mommsen, il grande studioso di storia romana del secolo XIX, a Quintino Sella, ministro delle Finanze impegnato nel risanamento del bilancio nazionale.
Lo storico non si arrende alle argomentazioni che si può supporre gli abbia fatto il Ministro sulle ristrettezze del bilancio, sulla necessità di raggiungere il pareggio di bilancio, sul rigore nelle spese.
Pare di sentire le parole di qualche politico di oggi!
Eppure Mommsen risponde spostando la questione su tutto un altro piano: a Roma non si sta senza avere dei propositi cosmopoliti!
Questo vale anche per lo sport: c'è bisogno di affrontare e risolvere i tanti problemi della quotidianeità ma anche di avere una visione di insieme proiettata nel futuro perché lo sport influisce e può influire sempre di più sulla qualità della vita delle persone, di tutte le persone, nessuna esclusa
Le scelte x cambiare Roma (2) - Mens Sana in corpore sano
Il documento programmatico del Gruppo Capitolino del Partito Democratico dedica un capitolo (il 5.6) allo sport intitolandolo "Mens sana in corpore sano".
Ci saremmo aspettati qualcosa di meglio che questo decisamente brutto slogan ed anche troppo facile e che ... ricorda da vicino la retorica di destra.
Eppure il Sindaco Marino rispettando un impegno preso in campagna elettorale ha dato la delega alla qualità della vita, una scelta coraggiosa ed anche rispondente ad una concezione dello sport molto diversa e molto più avanzata rispetto a quello espresso dallo slogan usato dal documento del PD.
Non sembra inutile ricordare che il Consiglio d'Europa già da qualche anno ha definito lo sport:
"qualsiasi forma di attività fisica che, mediante una partecipazione organizzata o meno, abbia come obiettivo il miglioramento delle condizioni fisiche e psichiche, lo sviluppo delle relazioni sociali o il conseguimento di risultati nel corso di competizioni a tutti i livelli".
Sicuramente l'azione amministrativa saprà volare più in alto!
Ci saremmo aspettati qualcosa di meglio che questo decisamente brutto slogan ed anche troppo facile e che ... ricorda da vicino la retorica di destra.
Eppure il Sindaco Marino rispettando un impegno preso in campagna elettorale ha dato la delega alla qualità della vita, una scelta coraggiosa ed anche rispondente ad una concezione dello sport molto diversa e molto più avanzata rispetto a quello espresso dallo slogan usato dal documento del PD.
Non sembra inutile ricordare che il Consiglio d'Europa già da qualche anno ha definito lo sport:
"qualsiasi forma di attività fisica che, mediante una partecipazione organizzata o meno, abbia come obiettivo il miglioramento delle condizioni fisiche e psichiche, lo sviluppo delle relazioni sociali o il conseguimento di risultati nel corso di competizioni a tutti i livelli".
Sicuramente l'azione amministrativa saprà volare più in alto!
domenica 20 ottobre 2013
Chi l'ha detto?
"Gli italiani amano poco lo sport; gli italiani allo sport preferiscono lo scopone.
All'aria aperta preferiscono la clausura di una bettola-caffè, al movimento la quiete intorno al tavolo"
Il modo di esprimersi è un po' vecchio e questo è già un indizio ma se si sostituisce alla parola "scopone" la parola "televisione" allora tutto è molto attuale!!!
Il numero degli spettatori allo stadio diminuiscono ogni anno: alla partita Roma/Napoli lo stadio non era pieno, al ritorno del Cagliari nel "suo" stadio dopo mesi in giro per l'Italia hanno assistito 5.000 persone!
Gli italiani amano lo scopone, pardon la televisione!!!
Chi l'ha detto o, meglio, scritto?
All'aria aperta preferiscono la clausura di una bettola-caffè, al movimento la quiete intorno al tavolo"
Il modo di esprimersi è un po' vecchio e questo è già un indizio ma se si sostituisce alla parola "scopone" la parola "televisione" allora tutto è molto attuale!!!
Il numero degli spettatori allo stadio diminuiscono ogni anno: alla partita Roma/Napoli lo stadio non era pieno, al ritorno del Cagliari nel "suo" stadio dopo mesi in giro per l'Italia hanno assistito 5.000 persone!
Gli italiani amano lo scopone, pardon la televisione!!!
Chi l'ha detto o, meglio, scritto?
Le scelte x cambiare Roma (1) - Verde fruibille e verde vissuto
Il Gruppo in Campidoglio del Partito Democratico l'11 ottobre scorso ha presentato le sue proposte per Roma in un affollatissimo incontro tenutosi al Residence Ripetta.
Peccato davvero che l'evento non abbia avuto il risalto che meritava, la grande stampa romana era troppo impegnata a descrivere i piccoli scandali (veri e presunti) del Campidoglio.
Invece il documento merita molta attenzione e, soprattutto, è un punto di partenza per avviare una discussione sui contenuti e non ... sugli assetti e sulle nomine.
Proverò a dedicare qualcuno dei miei post ai punti che sono di mio interesse, evidenzio mio proprio per dire che non voglio fare una disamina completa ed esauriente.
Nel capitolo dedicato all'ambiente si affronta il tema del coinvolgimento della città e dei cittadini nella gestione degli spazi verdi della città.
Mi pare una scelta importante da portare avanti con coraggio e fino in fondo senza fermarsi davanti a quanti possono paventare (magari con l'obbiettivo di spaventare) rischi e responsabilità penali e civili.
E' una battaglia di civiltà rispetto alla quale l'amministrazione avrebbe dalla sua tutte le associazioni e la rete civica della nostra città.
Nella rete civica dovrebbero essere considerate e coinvolte le associazioni sportive che ben possono dare il loro contributo: i punti jogging nelle ville e nei parchi sono una possibilità da sfruttare e da realizzare a basso costo.
Lo sport può e deve dare il suo contributo!
Peccato davvero che l'evento non abbia avuto il risalto che meritava, la grande stampa romana era troppo impegnata a descrivere i piccoli scandali (veri e presunti) del Campidoglio.
Invece il documento merita molta attenzione e, soprattutto, è un punto di partenza per avviare una discussione sui contenuti e non ... sugli assetti e sulle nomine.
Proverò a dedicare qualcuno dei miei post ai punti che sono di mio interesse, evidenzio mio proprio per dire che non voglio fare una disamina completa ed esauriente.
Nel capitolo dedicato all'ambiente si affronta il tema del coinvolgimento della città e dei cittadini nella gestione degli spazi verdi della città.
Mi pare una scelta importante da portare avanti con coraggio e fino in fondo senza fermarsi davanti a quanti possono paventare (magari con l'obbiettivo di spaventare) rischi e responsabilità penali e civili.
E' una battaglia di civiltà rispetto alla quale l'amministrazione avrebbe dalla sua tutte le associazioni e la rete civica della nostra città.
Nella rete civica dovrebbero essere considerate e coinvolte le associazioni sportive che ben possono dare il loro contributo: i punti jogging nelle ville e nei parchi sono una possibilità da sfruttare e da realizzare a basso costo.
Lo sport può e deve dare il suo contributo!
venerdì 18 ottobre 2013
il calcio si muove contro il vincolo
L'Associazione Calciatori, sì proprio quella presieduta da Damiano Tommasi, ha promosso una campagna per l'abolizione del vincolo sportivo nei dilettanti.
Una battaglia di civiltà davvero importante.
"L'Italia e la Grecia sono gli unici paesi europei in cui è ancora previsto il vicolo che crea gravi storture in un mondo, quello dilettantistico, che sta vivendo un momento difficile e in alcuni casi, come nel calcio femminile, diventa sinonimo di abbandono dell'attività agonistica. Abolire il vincolo sportivo significa restituire a migliaia di calciatori e calciatrici dilettanti il diritto di scegliere liberamente con chi giocare"
La campagna può essere seguita su www.assocalciatori.it
Una battaglia di civiltà davvero importante.
"L'Italia e la Grecia sono gli unici paesi europei in cui è ancora previsto il vicolo che crea gravi storture in un mondo, quello dilettantistico, che sta vivendo un momento difficile e in alcuni casi, come nel calcio femminile, diventa sinonimo di abbandono dell'attività agonistica. Abolire il vincolo sportivo significa restituire a migliaia di calciatori e calciatrici dilettanti il diritto di scegliere liberamente con chi giocare"
La campagna può essere seguita su www.assocalciatori.it
Lampedusa. Vergogna!
I quotidiani di oggi riportano, neppure in troppa evidenza, che l'omaggio alle vittime del naufragio del 3 e dell'11 ottobre scorso avverrà lunedì prossimo sul molo di Agrigento!
Eppure Letta aveva solennemente sbandierato davanti a Barroso la decisione di fare funerali di Stato!
Forse lo scopo era solo quello di fare bella figura davanti all'Europa?
Dai funerali si è passati alla cerimonia in onore perchè, nel frattempo, le bare sono state portate via e sepolte nei vari cimiteri della Sicilia.
La cerimonia si svolgerà al molo San Leone, cioè su un molo turisticodove non è mai sbarcata una persona in cerca di una vita migliore ma sicuramente Angelino Alfano per andare alla sua villa poco distante!.
Vergogna!
E questa volta credo che si debbano vergognare le istituzioni di questo stato, non i cittadini!
Tutta la solidarietà al Sindaco di Lampedusa per la sua stupenda frase piena di umanità: "Se ci avessero comunicato che portavano via le bare, avremmo organizzato per questa gente se non dei funerali di Stato almeno dei funerali di paese".
E sarebbero stati funerali veri e partecipati e non una cerimonia!
Ancora più incredibile (se possibile) è la notizia della scarcerazione del tunisino accusato di essere uno degli scafisti di un barcone naufragato a settembre 2012.
Scarcerato perchè i superstiti che lo avevano riconosciuto, non erano in aula!
Adesso pensa di chiedere allo Stato italiano i danni per ingiusta detenzione!
Vetrgogna!
Eppure Letta aveva solennemente sbandierato davanti a Barroso la decisione di fare funerali di Stato!
Forse lo scopo era solo quello di fare bella figura davanti all'Europa?
Dai funerali si è passati alla cerimonia in onore perchè, nel frattempo, le bare sono state portate via e sepolte nei vari cimiteri della Sicilia.
La cerimonia si svolgerà al molo San Leone, cioè su un molo turisticodove non è mai sbarcata una persona in cerca di una vita migliore ma sicuramente Angelino Alfano per andare alla sua villa poco distante!.
Vergogna!
E questa volta credo che si debbano vergognare le istituzioni di questo stato, non i cittadini!
Tutta la solidarietà al Sindaco di Lampedusa per la sua stupenda frase piena di umanità: "Se ci avessero comunicato che portavano via le bare, avremmo organizzato per questa gente se non dei funerali di Stato almeno dei funerali di paese".
E sarebbero stati funerali veri e partecipati e non una cerimonia!
Ancora più incredibile (se possibile) è la notizia della scarcerazione del tunisino accusato di essere uno degli scafisti di un barcone naufragato a settembre 2012.
Scarcerato perchè i superstiti che lo avevano riconosciuto, non erano in aula!
Adesso pensa di chiedere allo Stato italiano i danni per ingiusta detenzione!
Vetrgogna!
Sogni di cuoio. Non è tutto oro quello che luccila
Sogni di cuoio è il suggestivo titolo di un interessante articolo pubblicato su La Repubblica del 14 ottobre scorso a firma di Francesco Saverio Intorcia che consiglio vivamente di leggere.
Tratta con grande ricchezza di particolari il rapporto tra le aspettative di chi inizia a giocare a calcio (e,soprattutto, dei suoi genitori) e l'effettiva realtà di questo sport.
Alcuni dati dovrebbero far riflettere chiunque si pre/occupa di sport.
Le scuole calcio in Italia sono 7.189, numero impressionante se rapportato alle scuole medie che sono in tutto circa 8.000 e alle scuole elementari che sono 16.000!
E' necessario ricordare che la scuola elementare è obbligatoria?
Quanto ai ricavi: se è vero che ciascuna scuola calcio è frequentata da almeno 60/70 ragazzi e le rette pagate vanno dai 300 ai 900 euro all'anno, il giro d'affari è di diverse decine di milioni all'anno!
Un altro dato è quello dei giocatori professonisti da tutti invidiati e considerati personaggi da imitare:
In proposito cito la conclusione dell'articolo di Intorcia: "Su 13mila calciatori (professionisti), 9 su 10 non dichiarano nulla più di 35 mila euro lordi all'anno e 2547 sono sotto i 5mila.Ci sono mestieri e paghe peggiori, per carità. Ma quelli almento durano una vita".
La considerazione è sempre la stessa: lo sport non può essere lasciato solo ad affrontare le sue contraddizioni ma gli enti locali devono fare la loro parte e in modo serio!
Tratta con grande ricchezza di particolari il rapporto tra le aspettative di chi inizia a giocare a calcio (e,soprattutto, dei suoi genitori) e l'effettiva realtà di questo sport.
Alcuni dati dovrebbero far riflettere chiunque si pre/occupa di sport.
Le scuole calcio in Italia sono 7.189, numero impressionante se rapportato alle scuole medie che sono in tutto circa 8.000 e alle scuole elementari che sono 16.000!
E' necessario ricordare che la scuola elementare è obbligatoria?
Quanto ai ricavi: se è vero che ciascuna scuola calcio è frequentata da almeno 60/70 ragazzi e le rette pagate vanno dai 300 ai 900 euro all'anno, il giro d'affari è di diverse decine di milioni all'anno!
Un altro dato è quello dei giocatori professonisti da tutti invidiati e considerati personaggi da imitare:
In proposito cito la conclusione dell'articolo di Intorcia: "Su 13mila calciatori (professionisti), 9 su 10 non dichiarano nulla più di 35 mila euro lordi all'anno e 2547 sono sotto i 5mila.Ci sono mestieri e paghe peggiori, per carità. Ma quelli almento durano una vita".
La considerazione è sempre la stessa: lo sport non può essere lasciato solo ad affrontare le sue contraddizioni ma gli enti locali devono fare la loro parte e in modo serio!
mercoledì 16 ottobre 2013
la città e lo sport
Sul sito di Roma Capitale il 14 ottobre è comparsa una lunga intervista a Luca Pancalli, Assessore alla qualità della vita e allo sport.
Tra i tanti temi trattati con la competenza che gli deriva dalla sua esperienza nel mondo dello sport anche di altissimo livello, Pancalli ha affrontato il tema delle manifestazioni sportive di cui Roma è protagonista nei week end: "Dovremmo programmare quattro giornate all'anno e le manifestazioni che vorranno rientare in quei giorni dovranno sposare dei temi di interesse sociale come, ad esempio, la violenza sulle sonne".
Pur nella sinteticità dovuta al mezzo usato, credo che ci siano degli spunti di riflessioen che vadano ripresi ed approfonditi.
La preoccupazione che è alla base della proposta è assolutamente condivisibile sia dal punto di vista dei cittadini che degli "sportivi" ma la realtà è ben più complessa.
Le manifestazioni sportive non sono tutte uguali e così l'impatto sulla città (il centro è diverso dalle periferie...) ed allora bisogna tentare una sorta di classificazione alla quale siano collegati i provvedimenti sul traffico e sulla fonitura di servizi.
E quelle manifestazioni sportive legate ad una data, come il Gran Premio della Liberazione che si corre da 60 anni il 25 aprile?
Un'altra preoccupazione dovrebbe essere presente alla "cabina di regia" auspicata dall'Assessore Pancalli: la sostenibilità delle manifestazioni.
L'autorizzazione del Comune dovrebbe essere subordinata al rispetto (e alla verfica) di una serie di prescrizioni riguardante il rispetto dell'ambiente anche per quanto riguarda anche l'uso dei materiali (ad esempio acqua pubblica anzichè le bottigliette di plastica per il ristoro).
Tra i tanti temi trattati con la competenza che gli deriva dalla sua esperienza nel mondo dello sport anche di altissimo livello, Pancalli ha affrontato il tema delle manifestazioni sportive di cui Roma è protagonista nei week end: "Dovremmo programmare quattro giornate all'anno e le manifestazioni che vorranno rientare in quei giorni dovranno sposare dei temi di interesse sociale come, ad esempio, la violenza sulle sonne".
Pur nella sinteticità dovuta al mezzo usato, credo che ci siano degli spunti di riflessioen che vadano ripresi ed approfonditi.
La preoccupazione che è alla base della proposta è assolutamente condivisibile sia dal punto di vista dei cittadini che degli "sportivi" ma la realtà è ben più complessa.
Le manifestazioni sportive non sono tutte uguali e così l'impatto sulla città (il centro è diverso dalle periferie...) ed allora bisogna tentare una sorta di classificazione alla quale siano collegati i provvedimenti sul traffico e sulla fonitura di servizi.
E quelle manifestazioni sportive legate ad una data, come il Gran Premio della Liberazione che si corre da 60 anni il 25 aprile?
Un'altra preoccupazione dovrebbe essere presente alla "cabina di regia" auspicata dall'Assessore Pancalli: la sostenibilità delle manifestazioni.
L'autorizzazione del Comune dovrebbe essere subordinata al rispetto (e alla verfica) di una serie di prescrizioni riguardante il rispetto dell'ambiente anche per quanto riguarda anche l'uso dei materiali (ad esempio acqua pubblica anzichè le bottigliette di plastica per il ristoro).
un contributo al non/dibattito sullo sport
Mi pare che il dibattito sullo sport sia molto affievolito per non dire che è scomparso eppure lo sport è un fenomeno che coinvolge moltissime persone ed è una parte importante del prodotto interno lordo dell'Italia.
Non voglio in questa sede affrontare tutti i molteplici aspetti che riguardano lo sport.
Voglio solo fare un'affermazione che dovrebbe essere scontata ma certo non lo è : lo sport è una cosa seria!
Tanto per chiarire che cosa intendo riporto di seguito due frasi di Gian Maria Missaglia, storico presidente dell'UISP, che dovrebbero ispirare la politica degli enti locali e degli amministratori:
"Nella cultura sportiva tradizionale, il diritto allo sport significa: se sei veloce, non importa che tu sia bianco o nero. Nella cultura dello sport per tutti, il diritto allo sport significa il diritto a correre, nuotare, giocare anche se non sei veloce, anche se sei lontano per età o condizione fisa dall’immagine ideale dello sportivo e del campione”.
Lo sport per tutti non significa fare tutti la stessa cosa, lo sport per tutti è l’esatto contrario dello sport uguale per tutti: significa fare sport a tua misura, cercare la tua velocità non la velocità, trovare il tuo passo anche dentro una folla”.
domenica 13 ottobre 2013
Ai controlli dei Nas quasi 20% è positivo
Dai dati resi noti dai NAS alla fine di settembre risulta che il 17,85 degli sportivi sottoposti a controlli "mirati" dall'inizio del 2012 sono risultati positivi ai test antidoping.
Sono dati davvero preoccupanti anche se è importante evidenziare che i controlli sono mirati e cioè diretti a verificare situazioni in qualche modo già selezionate e sorvegliate perché sospette.
Non riguardano, insomma, la totalità dei controlli compiuti dalle federazioni e meno che meno la totalità dei praticanti.
Tuttavia sono dati allarmanti perché riguardano il mondo amatoriale e dilettantistico!
I positivi vengono da ciclismo, pallamano, sci, tennis e rugby cioè da qualche sport del tutto "insospettabile".
Ancora più urgente è una vera campagna di informazione e formazione sulle sostanze che alterano la prestazione sportiva e sui loro collegamenti con la malavita organizzata e questa deve essere fatta dagli enti locali che non possono lasciare soli enti privati e studiosi che da anni dedicano le loro energie a questa battaglia
Sono dati davvero preoccupanti anche se è importante evidenziare che i controlli sono mirati e cioè diretti a verificare situazioni in qualche modo già selezionate e sorvegliate perché sospette.
Non riguardano, insomma, la totalità dei controlli compiuti dalle federazioni e meno che meno la totalità dei praticanti.
Tuttavia sono dati allarmanti perché riguardano il mondo amatoriale e dilettantistico!
I positivi vengono da ciclismo, pallamano, sci, tennis e rugby cioè da qualche sport del tutto "insospettabile".
Ancora più urgente è una vera campagna di informazione e formazione sulle sostanze che alterano la prestazione sportiva e sui loro collegamenti con la malavita organizzata e questa deve essere fatta dagli enti locali che non possono lasciare soli enti privati e studiosi che da anni dedicano le loro energie a questa battaglia
La chiusura degli stadi
Sulla questione voglio segnalare perché lo condivido integralmente quanto scrive Michele Serra sulla sua rubrica "L'AMACA" pubblicata su La Repubblica di sabato 12 ottobre:
"Costrette a difendere le loro tifoserie di curva perché ne sono ostaggio. A questo livello di impotenza civile sono (meritatamente) discese le società di calcio italiane, i cui dirigenti e i cui avvocati, negli ultimi giorni, per non ritrovarsi con lo stadio chiuso, devono affannarsi a spiegare nelle sedi opportune che cinquemila persone che urlano "Napoli merda" e "Napoli colera" non sono, no, una manifestazione di disgustoso odio etnico, ma il pittoresco sfogo di bravi ragazzi.
D'altra parte, perché illudersi di porre un argine a un fenomeno incancrenito negli anni? Niente di più della consuetudine crea l'illusione di essere nel giusto. Se lo sfregio verbale, il razzismo, le minacce, le aggressioni, l'odio, per gli "sbirri", l'occupazione malavitosa del territorio, addirittura l'interruzione delle partite, sono da una ventina d'anni almeno, pratica impunita delle curve italiane, come meravigliarsi se sanzioni di qualsiasi natura stentano non dico a essere applicate ma addirittura ad essere comprese? Non tra parentesi: un paio di settimane fa un abbonato dell'Inter ha scritto a questo giornale perché i suoi due posti (già pagati) sono occupati dagli ultrà, che ne rispondono come pare a loro. Dalla società nerazzurra non una riga di scuse. Questo è lo stato delle cose"
"Costrette a difendere le loro tifoserie di curva perché ne sono ostaggio. A questo livello di impotenza civile sono (meritatamente) discese le società di calcio italiane, i cui dirigenti e i cui avvocati, negli ultimi giorni, per non ritrovarsi con lo stadio chiuso, devono affannarsi a spiegare nelle sedi opportune che cinquemila persone che urlano "Napoli merda" e "Napoli colera" non sono, no, una manifestazione di disgustoso odio etnico, ma il pittoresco sfogo di bravi ragazzi.
D'altra parte, perché illudersi di porre un argine a un fenomeno incancrenito negli anni? Niente di più della consuetudine crea l'illusione di essere nel giusto. Se lo sfregio verbale, il razzismo, le minacce, le aggressioni, l'odio, per gli "sbirri", l'occupazione malavitosa del territorio, addirittura l'interruzione delle partite, sono da una ventina d'anni almeno, pratica impunita delle curve italiane, come meravigliarsi se sanzioni di qualsiasi natura stentano non dico a essere applicate ma addirittura ad essere comprese? Non tra parentesi: un paio di settimane fa un abbonato dell'Inter ha scritto a questo giornale perché i suoi due posti (già pagati) sono occupati dagli ultrà, che ne rispondono come pare a loro. Dalla società nerazzurra non una riga di scuse. Questo è lo stato delle cose"
mercoledì 9 ottobre 2013
Che succede all'ex GIL
Dopo il post dell'altro giorno (ma non sicuramente a causa di esso) qualcosa all'ex GIL si è mosso.
Lunedì pomeriggio i facchini del Comune di Roma hanno scaricato le scrivanie destinate agli uffici della Commissione Trasparenza ma i movimenti non sono passati inosservati (né potevano esserlo data l'ora e il modo con cui è avvenuto il trasloco).
Cosicché alcuni consiglieri del I Municipio si sono presentati ed hanno, seppur simbolicamente, occupato i locali richiamando tutti agli impegni assunti circa la loro destinazione ad attività ricreative e sportive per la cittadinanza.
Grande mobilitazione anche della Presidente, Sabrina Alfonsi, mobilitazione che, tuttavia, finora non ha prodotto alcun risultato concreto se non rassicurazioni da parete di chi ha il potere di conservare la destinazione pubblica di quegli spazi.
Ma le rassicurazioni non c'erano state già nelle settimane precedenti?
In ogni caso l'azione della Presidente e dei Consiglieri ha ottenuto di richiamare l'attenzione sulla vicenda.
Per parte mia mi impegno perché gli spazi progettati e realizzati per uso sportivo e ricreativo siano conservati alla loro destinazione originaria e ad un uso pubblico resistendo alle pressioni di quanti vogliono avere un ufficio in centro, con parcheggio riservato e, magari, poco controllato.
Lunedì pomeriggio i facchini del Comune di Roma hanno scaricato le scrivanie destinate agli uffici della Commissione Trasparenza ma i movimenti non sono passati inosservati (né potevano esserlo data l'ora e il modo con cui è avvenuto il trasloco).
Cosicché alcuni consiglieri del I Municipio si sono presentati ed hanno, seppur simbolicamente, occupato i locali richiamando tutti agli impegni assunti circa la loro destinazione ad attività ricreative e sportive per la cittadinanza.
Grande mobilitazione anche della Presidente, Sabrina Alfonsi, mobilitazione che, tuttavia, finora non ha prodotto alcun risultato concreto se non rassicurazioni da parete di chi ha il potere di conservare la destinazione pubblica di quegli spazi.
Ma le rassicurazioni non c'erano state già nelle settimane precedenti?
In ogni caso l'azione della Presidente e dei Consiglieri ha ottenuto di richiamare l'attenzione sulla vicenda.
Per parte mia mi impegno perché gli spazi progettati e realizzati per uso sportivo e ricreativo siano conservati alla loro destinazione originaria e ad un uso pubblico resistendo alle pressioni di quanti vogliono avere un ufficio in centro, con parcheggio riservato e, magari, poco controllato.
Vela di Calatrava e città dello Sport. Ripartono i progetti
Sulla cronaca di Roma della Gazzetta dello Sport dell'8 ottobre è comparso un trafiletto con questa notizia che non ha avuto un grande risalto.
Eppure la città dello sport ha occupato molte pagine di settimanali, di quotidiani ed anche di importanti televisioni ...
Apprendiamo così che il Sindaco di Roma ha comunicato che si è costituito un tavolo tecnico "per far ripartire, grazie all'apporto di capitali privati, il progetto della Vela di Calatrava e della Città dello sport".
A questo tavolo tecnico, che si riunirà la prossima volta il 28 ottobre (con tutta calma ... visto che l'abbandono dura da oltre quattro anni ...) partecipano gli assessori Pancalli, Masini e Caudo insieme ai rappresentanbti dell'Università di Tor Vergata e il Rettore uscente, Renato Lauro (perché?).
Siamo tutti contenti di questa ripresa di progettualità ma sicuramente vorremmo esser maggiormente informati su questi capitali privati e, soprattutto, sulla destinazione degli spazi che, lo ricordiamo, sono destinati allo Sport.
Se, poi, questo progetto fosse anche inserito in un progetto sullo sport e sullo sport per i cittadini romani (e non solo per i poterti forti...) tanto di guadagnato ...
Eppure la città dello sport ha occupato molte pagine di settimanali, di quotidiani ed anche di importanti televisioni ...
Apprendiamo così che il Sindaco di Roma ha comunicato che si è costituito un tavolo tecnico "per far ripartire, grazie all'apporto di capitali privati, il progetto della Vela di Calatrava e della Città dello sport".
A questo tavolo tecnico, che si riunirà la prossima volta il 28 ottobre (con tutta calma ... visto che l'abbandono dura da oltre quattro anni ...) partecipano gli assessori Pancalli, Masini e Caudo insieme ai rappresentanbti dell'Università di Tor Vergata e il Rettore uscente, Renato Lauro (perché?).
Siamo tutti contenti di questa ripresa di progettualità ma sicuramente vorremmo esser maggiormente informati su questi capitali privati e, soprattutto, sulla destinazione degli spazi che, lo ricordiamo, sono destinati allo Sport.
Se, poi, questo progetto fosse anche inserito in un progetto sullo sport e sullo sport per i cittadini romani (e non solo per i poterti forti...) tanto di guadagnato ...
lunedì 7 ottobre 2013
13 ottobre, giornata del camminare
Domenica 13 ottobre sarà la giornata del camminare promossa da Federtrekking.
E' una manifestazione importante alla quale hanno aderito molti comuni italiani e personalità illustri.
Mi pare molto interessante il manifesto che è alla base non solo di questa domenica ma dell'intero movimento che si sta sviluppando intorno ad essa.
Di seguito ne riporto quello che mi sembra il nucleo essenziale: "Oggi l'escursionismo può svolgere un ruolo fondamentale in molti settori che hanno una connessione con le politiche di tutela e valorizzazione dei territori, nonchè verso un miglioramento della qualità della nostra vita".
Un'altra caratteristica che mi sembra molto inteteressante: Federtrekking non si propone come depositario di un idea o di un porgetto ma come facilitatore di una rete di associazioni, soggetti pubblci e privati disponibili a fare qualcosa.
Molto interessante!
A Roma sono previsti otto itinerari tutti molto belli ed anche studiati con grande attenzione, sono opportunità che, ne sono sicuro, in tanti coglieremo.
Ho visto che ha aderito anche Roma Capitale (ma non la Regione Lazio che è pur titolare di un sistema di parchi e riserve ...) dalla quale ci aspettiamo, però, non solo adesioni ma fatti concreti ...
Perchè non coinvolgere i Punti Verdi Qualità?
Il "sistema" delle ville storiche e dei parchi urbani di Roma potrebbe rappresentare una grande possibilità da sfruttare insieme alle associaizoni della città
Riprendiamo il progetto dei punti jogging.
C'è tanto da fare!
E' una manifestazione importante alla quale hanno aderito molti comuni italiani e personalità illustri.
Mi pare molto interessante il manifesto che è alla base non solo di questa domenica ma dell'intero movimento che si sta sviluppando intorno ad essa.
Di seguito ne riporto quello che mi sembra il nucleo essenziale: "Oggi l'escursionismo può svolgere un ruolo fondamentale in molti settori che hanno una connessione con le politiche di tutela e valorizzazione dei territori, nonchè verso un miglioramento della qualità della nostra vita".
Un'altra caratteristica che mi sembra molto inteteressante: Federtrekking non si propone come depositario di un idea o di un porgetto ma come facilitatore di una rete di associazioni, soggetti pubblci e privati disponibili a fare qualcosa.
Molto interessante!
A Roma sono previsti otto itinerari tutti molto belli ed anche studiati con grande attenzione, sono opportunità che, ne sono sicuro, in tanti coglieremo.
Ho visto che ha aderito anche Roma Capitale (ma non la Regione Lazio che è pur titolare di un sistema di parchi e riserve ...) dalla quale ci aspettiamo, però, non solo adesioni ma fatti concreti ...
Perchè non coinvolgere i Punti Verdi Qualità?
Il "sistema" delle ville storiche e dei parchi urbani di Roma potrebbe rappresentare una grande possibilità da sfruttare insieme alle associaizoni della città
Riprendiamo il progetto dei punti jogging.
C'è tanto da fare!
quando lo sport non conta niente: l'ex GIL a Trastevere
Per chi non lo identifica bene l'ex GIL è quell'edificio situato davanti al Ministero della Pubblica Istruzione costruito nello stesso stile del Foro Italico.
Ebbene quell'edificio è un vero e proprio monumento dell'architettura moderna, progettato e costruito da Luigi Moretti, architetto che operò (e non solo a Roma) negli anni Venti e Trenta e che firmò anche il progetto del Foro Italico.
A Trastevere Luigi Moretti progettò un edificio interamente destinato ad attività sportive e ricreative con spazi di tipo diverso ma tutti strutturalmente e funzionalmente legati tra loro. Spazi che hanno subito trasformazioni anche pesanti nel corso degli anni anche in conseguenza della divisione della proprietà tra Regione e Comune.
Il Comune già negli anno Novanta aveva riqualificato e ristrutturato una parte dell'edificio cos' da mettere a disposizione della città una piscina e tra palestre con tutti i servizi annessi.
L'impianto sportivo, l'unico di proprietà pubblico dell'intero Centro storico, fu concesso attraverso un bando alla società sportiva Roma UNO.
Ora il Comune si è fatto finanziare dalla Comunità Europea un progetto per la riqualificazione dell'intero edificio nell'ambito della più ampia riqualificazione di Porta Portese.
Tutto bene?
Sì, solo che nel redigere il progetto la Sovraintendenza abbiano trascurato l'esistenza dell'impianto sportivo di proprietà comunale, concesso con atto pubblico ad una società sportiva!.
Così dapprima si è previsto che le strutture all'aperto (campo di calcio a 7 e campo da pallavolo) potessero essere sostituite da una piazza, poi che la realizzazione dell'ascensore per facilitare l'accesso al piano superiore potesse essere realizzato togliendo spazio ai servizi dell'impianto, oppure che i locali destinati a magazzino fossero abbattuti per esser sostituiti da una cancellata "coerente con il progetto originale"!
Tutto questo senza neppure informare la società sportiva o, figuriamoci, confrontandosi con essa!
Eppure l'impianto è comunale!
Solo grazie alla cocciutaggine dei dirigenti di Roma UNO è stato possibile arrivare ad un confronto sulle cose da afre e sui tempi di realizzazione per evitare disagi ai cittadini che frequentano l'impianto.
In questo spirito di collaborazione finalmente ottenuto si era convenuto che i lavori di riqualificazione dell'edificio ed anche per compensare la società sportiva della riduzione degli spazi a disposizione, i locali al piano superiore occupati da uffici comunali sarebbero tornati alla loro destinazione originaria di spazi sportivi e ricreativi.
Così era stata salutata con una certa soddisfazione il trasferimento avvenuto alla fine di giugno dell'Ufficio Stampa e del Gruppo consigliare (difficile chiamarlo gruppo visto che era composto da un solo consigliere!!!!) che occupava i locali progettati da Moretti come palestra e sala lettura.
Era stata avanzata dal Municipio I e dal suo Presidente appena eletta la proposta di utilizzare quegli spazi per ampliare le attività sportive e creare nuovi spazi a servizio di Trastevere, rione davvero povero di spazi pubblici sempre in collaborazione con Roma UNO.
Tutto questo è stato del tutto ignorato da un altro ufficio del Comune (l'Ufficio di Gabinetto?, la Presidenza del Consiglio?) che hanno assegnato questi spazi alla Commissione Trasparenza tanto che il suo Presidente è venuto a visitarli trovandoli di suo gradimento e nei giorni successivi altri funzionari sono venuti a predisporre tutti gli aspetti tecnici.
In questo modo di nuovo gli spazi progettati a palestra saranno occupati da Uffici Comunali!
Ancora una volta il Comune ignora lo sport e lo ignora anche se è il suo sport!
In questo bisogna riconoscere che c'ècontinuità tra la Giunta Alemanno e la Giunta Marino ...
E' pur vero che il Comune è grande ed ha molteplici esigenze ma almeno un confronto, una riunione non si nega a nessuno ....
Ebbene quell'edificio è un vero e proprio monumento dell'architettura moderna, progettato e costruito da Luigi Moretti, architetto che operò (e non solo a Roma) negli anni Venti e Trenta e che firmò anche il progetto del Foro Italico.
A Trastevere Luigi Moretti progettò un edificio interamente destinato ad attività sportive e ricreative con spazi di tipo diverso ma tutti strutturalmente e funzionalmente legati tra loro. Spazi che hanno subito trasformazioni anche pesanti nel corso degli anni anche in conseguenza della divisione della proprietà tra Regione e Comune.
Il Comune già negli anno Novanta aveva riqualificato e ristrutturato una parte dell'edificio cos' da mettere a disposizione della città una piscina e tra palestre con tutti i servizi annessi.
L'impianto sportivo, l'unico di proprietà pubblico dell'intero Centro storico, fu concesso attraverso un bando alla società sportiva Roma UNO.
Ora il Comune si è fatto finanziare dalla Comunità Europea un progetto per la riqualificazione dell'intero edificio nell'ambito della più ampia riqualificazione di Porta Portese.
Tutto bene?
Sì, solo che nel redigere il progetto la Sovraintendenza abbiano trascurato l'esistenza dell'impianto sportivo di proprietà comunale, concesso con atto pubblico ad una società sportiva!.
Così dapprima si è previsto che le strutture all'aperto (campo di calcio a 7 e campo da pallavolo) potessero essere sostituite da una piazza, poi che la realizzazione dell'ascensore per facilitare l'accesso al piano superiore potesse essere realizzato togliendo spazio ai servizi dell'impianto, oppure che i locali destinati a magazzino fossero abbattuti per esser sostituiti da una cancellata "coerente con il progetto originale"!
Tutto questo senza neppure informare la società sportiva o, figuriamoci, confrontandosi con essa!
Eppure l'impianto è comunale!
Solo grazie alla cocciutaggine dei dirigenti di Roma UNO è stato possibile arrivare ad un confronto sulle cose da afre e sui tempi di realizzazione per evitare disagi ai cittadini che frequentano l'impianto.
In questo spirito di collaborazione finalmente ottenuto si era convenuto che i lavori di riqualificazione dell'edificio ed anche per compensare la società sportiva della riduzione degli spazi a disposizione, i locali al piano superiore occupati da uffici comunali sarebbero tornati alla loro destinazione originaria di spazi sportivi e ricreativi.
Così era stata salutata con una certa soddisfazione il trasferimento avvenuto alla fine di giugno dell'Ufficio Stampa e del Gruppo consigliare (difficile chiamarlo gruppo visto che era composto da un solo consigliere!!!!) che occupava i locali progettati da Moretti come palestra e sala lettura.
Era stata avanzata dal Municipio I e dal suo Presidente appena eletta la proposta di utilizzare quegli spazi per ampliare le attività sportive e creare nuovi spazi a servizio di Trastevere, rione davvero povero di spazi pubblici sempre in collaborazione con Roma UNO.
Tutto questo è stato del tutto ignorato da un altro ufficio del Comune (l'Ufficio di Gabinetto?, la Presidenza del Consiglio?) che hanno assegnato questi spazi alla Commissione Trasparenza tanto che il suo Presidente è venuto a visitarli trovandoli di suo gradimento e nei giorni successivi altri funzionari sono venuti a predisporre tutti gli aspetti tecnici.
In questo modo di nuovo gli spazi progettati a palestra saranno occupati da Uffici Comunali!
Ancora una volta il Comune ignora lo sport e lo ignora anche se è il suo sport!
In questo bisogna riconoscere che c'ècontinuità tra la Giunta Alemanno e la Giunta Marino ...
E' pur vero che il Comune è grande ed ha molteplici esigenze ma almeno un confronto, una riunione non si nega a nessuno ....
domenica 6 ottobre 2013
Un luogo di sport un bel po' particolare: S.CU.P
Chi ha una certa età ricorda sicuramente la Motorizzazione a San Giovanni: era il posto dove si facevano le pratiche automobilistiche e, soprattutto, si prendeva il foglio rosa e si sostenevano gli esami per la patente "da privatista" cioè senza rivolgersi ad una scuola guida (magari per risparmiare).
La Motorizzazione si è trasferita da molti anni sulla via Salaria e l'edificio era stato abbandonato e stava lì alla fine della tangenziale vuoto ed inutilizzato.
Ma da oltre un anno ha ripreso vita ed è anzi diventato il luogo di un esperimento molto interessante: riappropriarsi di spazi della città da mettere a disposizione di tutti per fare sport e cultura!
Così quelle stanze e quei saloni sono diventati palestre e aule didattiche per corsi e seminari di studio.
E' stata allestita una biblioteca a disposizione del quartiere presto frequentata dalle persone del quartiere e, allo stesso tempo, sono stati organizzati corsi delle diverse discipline: ginnastica dolce, taj chi, ginnastica posturale, karate, aikido, etc.
Sport e cultura: intorno a queste due parole e quasi alla ricerca del loro significato più profondo ed adeguato alla realtà attuale, sono state organizzate la presentazione di alcuni libri intorno ai quali avviare ed approfondire la discussione: una su Zeman, uno sulla storia delle Olimpiadi, un altro sui campioni della boxe.
Il 13 settembre scorso a SCUP è stato organizzato un dibattito su Atleti e cittadini: riflessioni per i nuovi governi locali.
L'occasione è stata la pubblicazione del numero monografico della Rivista trimestrale di Scienza dell’Amministrazione, dal titolo “Atleti e cittadini. Lo sport come spazio sociale”, ma l'incontro è divenuto un confronto scientifico e politico sullo sport, spaziando dalle occasioni agonistiche di alto livello (i grandi eventi e le Olimpiadi) a quelle che sono le attività formative e ludiche, con valenza sociale e sanitaria, oramai riconosciute come diritto di tutti i cittadini (lo sport per tutti).
Erano presenti quattro degli autori dei saggi della rivista (Nicola Porro, Enzo D'arcangelo, Antonio Mussino Ailton de Oliveira), che hanno presentato analisi longitudinali e trasversali sulle politiche europee sullo sport, sulle tendenze e le criticità dello sport italiano e sulle esperienze internazionali di monitoraggio dei sistemi sportivi.
Ai molti interrogativi suscitati hanno cercato di dare qualche risposta in termini operativi gli interventi di Alessandra Carenza della palestra popolare S.Lorenzo,di Eugenio Patanè, Presidente Commissione sport Regione Lazio, Felice Pulici, della Giunta del CONI Lazio, Gianluca Peciola, capogruppo SEL al Campidoglio.
Il dibattitto data anche l'ampiezza dei temi trattati, ha rischiato di esser un po' troppo generale e poco incisivo ed anche per questo ci si è già dato un appuntamento per i prossimi mesi per altri momenti di approfondimenti su altri temi che riguardano il mondo dello sport.
Tante le persone presenti, forse anche al di sopra delle aspettative, e tante anche le persone che mentre si parlava facevano attività nel cortile di via Nola e nelle palestre della struttura.
Lo slogan dell'iniziativa "CONOSCERE PER PROGRAMMARE" è davvero appropriato per una realtà difficile come Roma ma questa SCUP ha dimostrato che si può!
La Motorizzazione si è trasferita da molti anni sulla via Salaria e l'edificio era stato abbandonato e stava lì alla fine della tangenziale vuoto ed inutilizzato.
Ma da oltre un anno ha ripreso vita ed è anzi diventato il luogo di un esperimento molto interessante: riappropriarsi di spazi della città da mettere a disposizione di tutti per fare sport e cultura!
Così quelle stanze e quei saloni sono diventati palestre e aule didattiche per corsi e seminari di studio.
E' stata allestita una biblioteca a disposizione del quartiere presto frequentata dalle persone del quartiere e, allo stesso tempo, sono stati organizzati corsi delle diverse discipline: ginnastica dolce, taj chi, ginnastica posturale, karate, aikido, etc.
Sport e cultura: intorno a queste due parole e quasi alla ricerca del loro significato più profondo ed adeguato alla realtà attuale, sono state organizzate la presentazione di alcuni libri intorno ai quali avviare ed approfondire la discussione: una su Zeman, uno sulla storia delle Olimpiadi, un altro sui campioni della boxe.
Il 13 settembre scorso a SCUP è stato organizzato un dibattito su Atleti e cittadini: riflessioni per i nuovi governi locali.
L'occasione è stata la pubblicazione del numero monografico della Rivista trimestrale di Scienza dell’Amministrazione, dal titolo “Atleti e cittadini. Lo sport come spazio sociale”, ma l'incontro è divenuto un confronto scientifico e politico sullo sport, spaziando dalle occasioni agonistiche di alto livello (i grandi eventi e le Olimpiadi) a quelle che sono le attività formative e ludiche, con valenza sociale e sanitaria, oramai riconosciute come diritto di tutti i cittadini (lo sport per tutti).
Erano presenti quattro degli autori dei saggi della rivista (Nicola Porro, Enzo D'arcangelo, Antonio Mussino Ailton de Oliveira), che hanno presentato analisi longitudinali e trasversali sulle politiche europee sullo sport, sulle tendenze e le criticità dello sport italiano e sulle esperienze internazionali di monitoraggio dei sistemi sportivi.
Ai molti interrogativi suscitati hanno cercato di dare qualche risposta in termini operativi gli interventi di Alessandra Carenza della palestra popolare S.Lorenzo,di Eugenio Patanè, Presidente Commissione sport Regione Lazio, Felice Pulici, della Giunta del CONI Lazio, Gianluca Peciola, capogruppo SEL al Campidoglio.
Il dibattitto data anche l'ampiezza dei temi trattati, ha rischiato di esser un po' troppo generale e poco incisivo ed anche per questo ci si è già dato un appuntamento per i prossimi mesi per altri momenti di approfondimenti su altri temi che riguardano il mondo dello sport.
Tante le persone presenti, forse anche al di sopra delle aspettative, e tante anche le persone che mentre si parlava facevano attività nel cortile di via Nola e nelle palestre della struttura.
Lo slogan dell'iniziativa "CONOSCERE PER PROGRAMMARE" è davvero appropriato per una realtà difficile come Roma ma questa SCUP ha dimostrato che si può!
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