domenica 13 ottobre 2013

La chiusura degli stadi

Sulla questione voglio segnalare perché lo condivido integralmente quanto scrive Michele Serra sulla sua rubrica "L'AMACA" pubblicata su La Repubblica di sabato 12 ottobre:

"Costrette a difendere le loro tifoserie di curva perché ne sono ostaggio. A questo livello di impotenza civile sono (meritatamente) discese le società di calcio italiane, i cui dirigenti e i cui avvocati, negli ultimi giorni, per non ritrovarsi con lo stadio chiuso, devono affannarsi a spiegare nelle sedi opportune che cinquemila persone che urlano "Napoli merda" e "Napoli colera" non sono, no, una manifestazione di disgustoso odio etnico, ma il pittoresco sfogo di bravi ragazzi.
D'altra parte, perché illudersi di porre un argine a un fenomeno incancrenito negli anni? Niente di più della consuetudine crea l'illusione di essere nel giusto. Se lo sfregio verbale, il razzismo, le minacce, le aggressioni, l'odio, per gli "sbirri", l'occupazione malavitosa del territorio, addirittura l'interruzione delle partite, sono da una ventina d'anni almeno, pratica impunita delle curve italiane, come meravigliarsi se sanzioni di qualsiasi natura stentano non dico a essere applicate ma addirittura ad essere comprese? Non tra parentesi: un paio di settimane fa un abbonato dell'Inter ha scritto a questo giornale perché i suoi due posti (già pagati) sono occupati dagli ultrà, che ne rispondono come pare a loro. Dalla società nerazzurra non una riga di scuse. Questo è lo stato delle cose"

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