Sul sito di Roma Capitale il 14 ottobre è comparsa una lunga intervista a Luca Pancalli, Assessore alla qualità della vita e allo sport.
Tra i tanti temi trattati con la competenza che gli deriva dalla sua esperienza nel mondo dello sport anche di altissimo livello, Pancalli ha affrontato il tema delle manifestazioni sportive di cui Roma è protagonista nei week end: "Dovremmo programmare quattro giornate all'anno e le manifestazioni che vorranno rientare in quei giorni dovranno sposare dei temi di interesse sociale come, ad esempio, la violenza sulle sonne".
Pur nella sinteticità dovuta al mezzo usato, credo che ci siano degli spunti di riflessioen che vadano ripresi ed approfonditi.
La preoccupazione che è alla base della proposta è assolutamente condivisibile sia dal punto di vista dei cittadini che degli "sportivi" ma la realtà è ben più complessa.
Le manifestazioni sportive non sono tutte uguali e così l'impatto sulla città (il centro è diverso dalle periferie...) ed allora bisogna tentare una sorta di classificazione alla quale siano collegati i provvedimenti sul traffico e sulla fonitura di servizi.
E quelle manifestazioni sportive legate ad una data, come il Gran Premio della Liberazione che si corre da 60 anni il 25 aprile?
Un'altra preoccupazione dovrebbe essere presente alla "cabina di regia" auspicata dall'Assessore Pancalli: la sostenibilità delle manifestazioni.
L'autorizzazione del Comune dovrebbe essere subordinata al rispetto (e alla verfica) di una serie di prescrizioni riguardante il rispetto dell'ambiente anche per quanto riguarda anche l'uso dei materiali (ad esempio acqua pubblica anzichè le bottigliette di plastica per il ristoro).
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